00 4/4/2021 10:02 AM
LE ORAZIONI di Santa Caterina da Siena
( Orazioni a cura di M. Scarso, ESD, Bologna)

Santa Caterina da Siena non ha scritto le Orazioni come un testo a parte o di composizione,
la maggiorparte provengono dalle Lettere e dal Dialogo della Divina Provvidenza.
Gli studiosi della Santa sono riusciti a ricavarne così  una sorta di libretto
di grande edificazione spirituale e di grande dottrina cattolica,
in Esse sono racchiuse, infatti, i più grandi temi della nostra salvezza.
In totale si è riusciti a ricavare 26 Orazioni divise per argomento.
Ciò che le rende uniche e consigliabili è che in Esse vi è contenuto tutto il Catechismo
indispensabile per la nostra conoscenza, unito all'Orazione, alla Supplica
e alla lode di ringraziamento.




Orazione 1

LA MISSIONE DEL VERBO

1. L’UOMO IMMAGINE DI Dio
O Dio, Dio, ineffabile Dio. O somma bontà che solo per amore ci hai fatti a tua immagine e somiglianza, non dicendo:
«Sia fatto» quando hai creato l’uomo, come quando hai fatto le altre creature, ma dicendo: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza»! O amore ineffabile, che così hai detto perché consentisse tutta la Trinità!
Tu gli hai dato la forma della Trinità, eterno Dio, nelle facoltà dell’anima sua, donandogli la memoria per dargli la forma di te, eterno Padre, che come Padre tieni e conservi ogni cosa in te.
Così gli hai dato la memoria perché mantenga e conservi
quello che l’intelletto vede, intende e conosce dite, bontà infinita. E così partecipa della sapienza del tuo Figlio unigenito. Gli hai dato la volontà, o dolce clemenza di Spirito Santo, che si eleva piena del tuo amore e come una mano afferra ciò che l’intelletto conosce della tua bontà ineffabile. Così, con la volontà e la mano forte dell’amore, la memoria e l’affetto si riempiono dite.
Grazie, grazie a te, altissimo ed eterno Dio, del grande amore che ci hai mostrato dandoci una così dolce forma nell’anima e con essa le facoltà, cioè l’intelletto per conoscere te, la memoria per ricordarsi dite, per conservare te in sé, la volontà e l’amore per amare te sopra ogni altra cosa.
Ragionevole cosa è che conoscendo te, bontà infinita, ti amiamo; e questo amore è di una tale forza che né demonio né altra creatura ragionevole ce lo può togliere se noi non vogliamo.
Ben si deve vergognare l’uomo, vedendosi amare così tanto da te, se non ti ama.


2. LA DISOBBEDIENZA E LA SALVEZZA


O eterno Dio, io vedo in te, amore inestimabile, dopo che per la nostra miseria e fragilità cademmo nella bruttura del peccato, disobbedendo a te nostro primo padre, vedo l’amore, altissimo ed eterno Padre, che ti costrinse ad aprire l’occhio della tua pietà verso di noi poveri miserabili, per cui hai mandato il Verbo, tuo Figlio unigenito, parola incarnata, velato della nostra misera carne e vestito della nostra mortalità.
E tu Gesù Cristo, ricondiiatore, riformatore e redentore nostro, Verbo amore, ti sei fatto mediatore, e della grande guerra che l’uomo aveva con Dio hai fatto una grande pace, hai punito le nostre iniquità e la disobbedienza di Adamo sul tuo corpo, obbedendo fino all’infame morte di croce. Sulla croce, Gesù dolce amore, hai soddisfatto sia l’offesa al Padre tuo, sia la nostra colpa, vendicando l’offesa al Padre su te stesso.
Ho peccato contro il Signore, pietà di me.

Da qualunque parte io mi volgo, trovo ineffabile amore; e non ci possiamo scusare di non amare perché tu solo, o Dio- uomo, sei colui che mi hai amato senza essere amato da me, poiché io non esistevo e tu mi hai creato.
Ciò che voglio amare, che ha esistenza, io lo trovo in te, tranne il peccato, che non ha l’essere e non si trova in te, e perciò non è degno di essere amato.
Se vogliamo amare Dio, abbiamo la tua ineffabile divinità; se vogliamo amare un uomo, tu sei un uomo nel quale posso conoscere te, inestimabile purezza; se voglio amare un signore, tu sei un signore, e hai pagato il prezzo del tuo sangue per liberarci dalla schiavitù del peccato.
O eterno Dio, per la tua benevolenza e carità smisurata, tu sei signore, padre, e fratello nostro. Il Verbo tuo Figlio, conoscendo e facendo la tua volontà, volle spargere il suo sangue prezioso per la nostra miseria sul legno salutare della santissima croce.
Tu, o Dio, sei somma sapienza, io una ignorante e misera creatura; tu sei somma ed eterna bontà, io morte e tu vita, io tenebre e tu luce, io stoltezza e tu sapienza, tu infinito e io finita, io inferma e tu medico, io fragile peccatrice che non ti ha mai amato, tu bellezza purissima e io vile creatura. Tu per ineffabile amore mi hai tratto da te, e attrai tutti noi a te per grazia e non per debito, se vogliamo lasciarci attirare a te, cioè se la nostra volontà non si ribella alla tua.
Ohimè: ho peccato contro il Signore, pietà di me.

3. LA PREGHIERA A FAVORE DEL PAPA

Non badare, eterna bontà, alle nostre miserie che abbiamo commesso da noi stessi allontanandoci dalla tua bontà senza misura e allontanando l’anima nostra dal suo proprio oggetto; ma ti prego per la tua infinita misericordia: apri l’occhio della tua somma clemenza e pietà e guarda all’unica tua sposa, e apri l’occhio del tuo vicario in terra perché non ami te per sé, né ami sé per se stesso, ma ami te e sé per te stesso, poiché quando ama te o sé per se stesso tutti periamo, perché in lui sta la vita e la morte nostra, secondo che è sollecito o no a mettere al riparo noi pecorelle che periamo; se ama sé per te e te per te stesso viviamo, perché dal buon pastore prendiamo esempio di vita.
O sommo e ineffabile Dio, io ho peccato e non sono degna di pregarti, ma tu sei capace di farmi degna. Punisci, mio Signore, i miei peccati, e non considerare secondo le mie miserie.
Il corpo che ho, te lo restituisco e offro. Ecco la carne, ecco il sangue: si dissangui, si distrugga e si spargano le mie ossa per coloro per i quali io ti prego, se è tua volontà; le ossa e le midolla fa tritare per il tuo vicario in terra, sposo unico della tua unica sposa, per il quale io ti prego che ti degni di esaudirmi:
che questo tuo vicario guardi alla tua volontà, e l’ami, e la compia, perché non moriamo.
E dagli un cuore nuovo che di continuo cresca nella grazia, forte a issare il vessillo della santissima croce perché anche gli increduli, così come noi, possano partecipare del frutto della passione: il sangue del tuo unigenito Figlio agnello immacolato, eterno ineffabile e altissimo Dio.
Ho peccato contro il Signore, pietà di me.


<img border='0' class='smile' alt=" class="smile" border="0" /> <img border='0' class='smile' alt=" class="smile" border="0" /> <img border='0' class='smile' alt=" class="smile" border="0" /> <img border='0' class='smile' alt=" class="smile" border="0" />


Fraternamente CaterinaLD

"Siamo mendicanti e chiediamo agli altri anche le loro idee, come la staffetta della posta che riceve il documento dalle mani di uno e poi corre per darlo ad un altro. Faccio una timida parafrasi delle parole di chi ci ha preceduto nel cammino della fede, per annunciarle ad altri."
(fr. Carlos Alfonso Azpiroz Costa OP
Maestro dell’Ordine)